Incrociare in diagonale e salire verso l'alto

martedì 26 gennaio 2010

dentro le stanze del potere

Oggi sono stato al palazzo della regione.
Da non confondersi con il palazzo della ragione, che è dove fanno le mostre. No, la regione, proprio la regione.
Non ci ero mai stato.
Chiaro, è solo su invito.
Oggi avevo l'invito.
All'inizio, entrare è come entrare all'aereoporto. C'è una scatola di vetro dove ci sono dietro due persone, una donna piccola e un uomo col naso lungo e vestito di scuro che pare Totò. Per la verità non so se è vestito sempre di scuro, ma dalla faccia direi di sì, sapete una di quelle facce che stanno bene in scuro. Ho pensato che era vestito da psicologo.
La donna piccola mi ha chiesto la carta di identità, poi ha guardato un foglio con su dei nomi scritti col pennarello, alcuni gialli altri azzurro stinto, non so perchè. Poi ha detto il mio nome a Totò e Totò lo ha battuto su una tastiera. Come Totò lo ha scritto, con il solo dito indice bello teso. Ogni tanto tornava indietro di uno a cancellare.
E' stata una procedura lunga. Però sono stati gentili.
Sembravano degli zii che giocano a prendere le generalità ai nipoti, quel genere di famigliarità lì. Per dire, si sono anche scusati che Totò batteva con un dito solo.
Questa macchina! ha detto a un certo punto sbuffando.
Eh, maledette macchine, ho detto io, per dire che lo capivo benissimo. Hanno sorriso.
Poi mi hanno detto può andare.
Allora sono passato sotto a un arco che c'è il metal detector. Lì ci sono altri due uomini.
C'è un tizio di 150 chili che sembra la guardia buona dei film americani. Vestito da dio con una tuta d'ordinanza blu, lo sfollagente, il cappellino con la visiera e un'aria realizzata.
Si vedeva che stava bene in quell'atrio lì, con quella tuta lì. Non la smetteva più sorridermi.
Poi ho messo la borsa su un rullo e un altro tizio con la testa china ha azionato la macchina l'ha fatta passare ha detto può andare.
Anche per oggi niente bombe, ho detto, ero di buon umore.
E' il nostro lavoro, mi ha sorriso la guardia.
Si vedeva proprio che gli piaceva quel lavoro lì. Come dargli torto.
Sono salito al secondo piano.
C'era un corridoio che sembrava di essere in un bell'asilo. Un'aria! Tutta gente allegra che chiacchierava. C'era in corso una conversazione sui saldi, su delle scarpe in corso bueno aires che erano dei veri affari. Bellissime, dicevano.
Il corridoio comunista è tutto una festa di adesivi di locandine di gonfaloni. Mancava solo quello che ti spilla la birra al banco.
Il corridoio comunista è diviso da una porta a vetri dal corridoio della Lega. Non puoi sbagliare, sulle porte ci sono due adesvi della padania grandi come divieti stradali. Non ti viene voglia di aprirla.
Poi sono entrato dal consigliere regionale. Dietro la scrivania c'era un enorme striscione colorato a spray con scritto DAX.
E' un appassionato di vampiri, il consigliere.
Mica lo sapevo. Quaranta minuti buoni a parlare di vampiri, da nosferatu in su, o in giù.
Anche Twilight ho visto, ha detto, non è male. New moon invece è una cagata, la fine non è male, ma il resto è un cagata, è per ragazzine, mi ha detto. C'è un ragazzo palestrato che si spoglia, che diventa lupo, le ragazzine urlano, una roba così. Ma la fine non è male.
Poi è arrivato un pacco per il consigliere.
Mi ha detto: puoi aspettare un attimo?
Io: ci mancherebbe. Non avevo altro da fare.
Ha guardato il pacco, ha strabuzzato gli occhi, gli venuta un'eccitazione.
Mi ha detto: mi devi fare un applauso.
Mi sono alzato in piedi. Sono pronto, ho detto.
Ha scartato l'involucro, e con un po' di enfasi mi ha mostrato la sorpresa.
Quattro mosche sul velluto grigio! ha detto. Guarda qui.
Era Quattro mosche sul velluto grigio, il dvd del film, aveva ragione.
Questo è l'unico film di Dario Argento che non si trova in dvd, in Italia, ha detto. L'ho fatto venire dalla Spagna! In questo momento sono l'unico in Italia ad averlo!
Ho detto: bellissimo!
Io dico sempre bellissimo, è come un tic.
Mi ha detto: a casa ho 276 film horror. Ma 200 li potrei anche buttare.
Eh ma è collezionismo, ho detto io.
Appunto, ha detto lui.
Poi, tra un film e l'altro si è fatto tardi.
Adesso vado a casa a mangiare, mi ha detto. Lo ha detto anche agli altri. Però ha anche detto che nel pomeriggio tornava.
Nell'altra stanza stavano parlando di un film molto bello, L'altro uomo, se non sbaglio il titolo.
Però a quel punto anch'io era meglio se andavo a casa.
Per scendere volevo prendere l'ascensore ma era sempre occupato. Ogni tanto arrivava, si apriva, era pieno di facce che mi guardavano.
E' meglio se scendi a piedi, se no devi stare schiacciato con quelli del Pdl, mi hanno suggerito i compagni.
Son sceso a piedi. In fondo erano solo due piani.
Mentre scendevo qualcuno diceva: certo che è proprio un fighetto Formigoni!
E subito un'altra voce: un vero fighetto!
All'ingresso mi hanno salutato tutti.
Una gentilezza!

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