Un po’ di tempo fa Eco scriveva che i libri sono più attuali di molta tecnologia avanzata, in quanto non richiedono fonti di energia, possono leggersi in qualunque posizione, offrono una irriproducibile esperienza tattile e godono di un’altissima portabilità. Per questi motivi, scriveva Eco, i libri sopravviveranno alle rivoluzioni informatiche che cercheranno di detronizzarli.
Eco scriveva queste parole non tanti anni fa ma comunque molti in termini di evoluzione tecnologica. Oggi, l’e-ink - l’inchiostro elettronico - e la presenza sul mercato dei dispositivi di lettura ultra leggeri, ultra portatili, alimentati a energia solare, collegati al web e dotati di schermi che garantiscono un’ esperienza di lettura cartacea, sembrerebbe mettere in dubbio la profezia del buon vecchio Professore. Senza contare che il 26 gennaio Apple mostrerà al mondo il suo nuovo dispositivo - un tablet pc - che promette di diventare per la lettura quello che l’ipod è stato per la musica. Mah. Chissà.
Ma a me pare, come dicevi tu, che i libri non siano in lizza per una gara prestazionale. Qui non si tratta di misurare chi ce l’ha più veloce, più leggero, più portatile o più semplicemente più.
Quando si parla di queste faccenda - la morte del libro - non si parla mai di come la scrittura sia un’azione fortemente corporea, di come il corpo del carattere si sovrapponga al carattere del corpo che lo scrive, di come il carattere - che ha nel suo etimo l’erpice dell’aratro - sia il risultato di un solco, di un segno lasciato, di un primitivo alfabeto tatuato sul dorso del pianeta. Questo senza parlare dell’erotismo che il corpo - qualsiasi corpo - scatena.
L’oggetto libro è l’avatar - tanto per fare attualità - di due entità corporee precise. Quella dell’autore in quanto corpo-codice della sua scrittura, e quella del lettore in quanto la carta assorbe le impronte di ogni passaggio di lettura, modificandosi ogni volta che il lettore ripercorre il filo genetico della memoria dell’autore.
I libri sono una pluralità di corpi. Le biblioteche sono folle di genti.
Un lettore di ebook è un vuoto pieno di infinite promesse.
E quante volte abbiamo aperto un libro perchè incuriositi da quella costa che spuntava dalla libreria? Quante volte abbiamo scelto perchè osservati?
I libri si ricordano di noi. Se noi li dimentichiamo saremo presto orfani, ma non di qualcosa - cosa sopportabile - bensì di qualcuno.
domenica 24 gennaio 2010
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