i fatti sono semplici. come sempre, la potenza della realtà supera quella dell'immaginazione. il mondo è immaginazione in atto, altroché. insomma. il fatto è che l'esercito austriaco ha lanciato una campagna (sottolineo che tutti i termini legati al mondo della pubblicità attingono a piene mani dal mondo della guerra: slogan era l'urlo di comando con il quale si dava ordine di uscire dalla trincee per andare all'attacco, della vita propria) di reclutamento. Beh, lo spot ve lo lascio guardare e commentare da soli, nella sua straOrdinarietà (un'ordinarietà di livello superiore visti i tempi che corrono). Quello che però mi resterà per sempre scolpito nella testa è la seguente frase che ho letto nell'articolo annesso e connesso: "Il filmato è stato prodotto dal reparto marketing dell'esercito austriaco con il supporto degli studenti dell'accademia del cinema di Vienna". REPARTO MARKETING DELL'ESERCITO AUSTRIACO?! La cacania è tornata. saldamente al comando. una nuova era sta nascendo. n'era.
http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_28/burchia-austria-soldatesse-spot-sessista_2523092c-0c40-11df-8679-00144f02aabe.shtml
venerdì 29 gennaio 2010
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Come ne ha ampiamente scritto Virilio, il Potere (con o senza il braccio armato dell'esercito) si è sempre servito dell'Immagine-in-azione, fino a generare un reciproco flusso di scambi continui.
RispondiEliminaNon dimentichiamo che la macchina da presa (la cinepresa così come l'abbiamo conosciuta prima del digitale) derivava la sua invenzione dalla macchina-mitragliatrice. E da qui il contaqio semantico dei termini Shooting, Shoot, Shot.
I proiettori che illuminano il logo della 20th century fox nella celebre sigla della celebre casa di produzione, non sono altro che i fari della contraerea che sciabolano la notte, e fecero la loro comparsa proprio durante la seconda guerra mondiale a seguito dei film-propaganda. Sono ancora lì.