Incrociare in diagonale e salire verso l'alto

mercoledì 27 gennaio 2010

non ho capito

non ho capito l'esperimento, forse, ma più che altro credevo che ormai tutti sapessero già leggere nel pensiero. nel senso che tutti sempre leggono il pensiero, "nel senso". non c'è pensiero, poi sensi, poi senso. c'è pensiero nel senso, nel corpo della sensorialità. tutti leggono il pensiero, continuativamente. questo anche per i neurofisiologici più scaltri.
non c'è lettera senza pensiero. l'errore spesso sta nel pensare che siamo noi a pensare. questo noi è una metafora nel senso, del senso.
nel senso c'è del pensiero, ma così come non c'è soggetto, non c'è pensiero in un dove.
tutti leggono il pensiero anche degli altri, continuamente, altrimenti perché comunicare. c'è pensiero nel senso perché non ci si capisce mai fino in fondo. ecco perché si prende parte al pensare come qualcosa che non ci appartiene, qualcosa che è per lo più un'attività dell'inconscio. quel resto che non si capisce nemmeno di ciò che ognuno pensa di pensare è lì a testimoniare che c'è pensiero nel senso.
ma tutti leggono nel pensiero, no?

2 commenti:

  1. Oh cazzo, la zia manu è entrata nel blog!!!
    ;))

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  2. per l'uno. sei un genio, la mia anima elettrica preferita. adoro le tue scosse. zzzzzzzzzot

    per l'altro invece: l'esperimento sancisce per la prima volta nella storia che è possibile tradurre con le macchine il pensiero. che le persone potessero cogliere l'attività cerebrale dell'altro, invece, lo davo per scontata, con tutti i margini di dubbio annessi e connessi. certo, diventa anche tra umani molto difficile fissare il cranio di uno e desumere dalla vi(s)ta di esso qualcosa. sono le classiche fascinazioni che chi ha fatto lo scientifico e poi filosofia trova irresistibili.

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